Produzione da FER: aumentano le installazioni nel 2019

Buone nuove sul fronte delle energie alternative. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio ANIE Rinnovabili, nei primi 5 mesi del 2019 sono aumentate le installazioni di impianti per la produzione da FER. Restano tuttavia contraddittori i risultati che emergono.

Crescita delle rinnovabili

L’ANIE Rinnovabili, comparto confindustriale per il settore delle rinnovabili, ha reso noti i risultati relativi al mese di maggio 2019. Si tratta dell’elaborazione dell’Osservatorio FER ottenuta a partire dai dati Gaudì forniti da Terna.

I rilevamenti testimoniano una crescita per le nuove installazioni di impianti per la produzione di fonti energetiche rinnovabili (FER). In particolare, fotovoltaico, eolico e idroelettrico raggiungono complessivamente circa 285 MW. Si registra, così, un 4% in più rispetto ai medesimi rilevamenti dell’anno precedente.

Boom del fotovoltaico

In questa crescita, la parte del leone la fa il fotovoltaico. I 46,9 MW di potenza connessa a maggio rappresentano il dato più elevato di tutto il 2019. Il risultato dei primi cinque mesi dell’anno (187 MW) fa segnare un +22% rispetto allo stesso periodo del 2018.

In significativo aumento anche il numero di unità di produzione connesse (+19%). Secondo l’Osservatorio FER di ANIE Rinnovabili, tale incremento è da ricondurre principalmente alle detrazioni fiscali previsti per i contribuenti.

In valori assoluti, i migliori risultati continuano a essere registrati dalla Lombardia, seguita da Veneto, Emilia-Romagna e Lazio. Quanto alle regioni che mostrano il maggior incremento in termini di potenza, le performance più significative sono di Calabria, Sardegna e Trentino-Alto Adige, Basilicata e Marche. Queste ultime due offrono i maggiori incrementi in termini di unità di produzione.

Noti dolenti, invece, giungono soprattutto dal Molise. Rispetto al 2018, fa infatti segnare decrementi sia in termini di unità di produzione che per potenza connessa. In quest’ultimo caso, il segno meno è condiviso anche da Puglia e Umbria.

Per quanto concerne la tipologia di impianti, quelli residenziali (fino a 20 kW) costituiscono il 57% della nuova potenza installata nel 2019. Da segnalare ci sono poi le attivazioni di un impianto da 2,5 MW in Veneto e di uno da quasi 1 MW in Sicilia.

Eolico in chiaroscuro

Nell’analisi sulle fonti da energia rinnovabile, l’eolico continua a determinare risultati contraddittori. Dopo un febbraio e un marzo praticamente fermi al palo, ad aprile e maggio sono riprese le installazioni (20 MW ad aprile, 35 MW a maggio), portando a un quantitativo di potenza complessivo pari a 86 MW. Questo dato rappresenta un +5% rispetto allo stesso periodo del 2018, a cui fa da contraltare il pesantissimo -68% relativo al numero di unità di produzione connesse.

In riferimento alla taglia, gli impianti superiori ai 200 kW costituiscono la quasi totalità, con oltre il 99% delle installazioni. Per diffusione territoriale, invece, la maggior parte della potenza connessa è concentrata al Sud (77%). In particolare, la Campania fa segnalare l’apertura di diversi grandi impianti (da 16, 15 e 4 MW), sebbene il primato per la più grande attivazione spetta all’Emilia (circa 20 MW in provincia di Parma).

Idroelettrico in crisi

Le installazioni idroelettriche fanno segnare un deciso calo. Con i 4 MW registrati fra aprile e maggio, si raggiunge quota 12 MW, ossia il 69% in meno dell’anno precedente. La riduzione si ripercuote poi anche sulle unità di produzione: – 19% rispetto al 2018.

In controtendenza sono però i dati di alcune regioni italiane. Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta fanno infatti segnalare il maggiore incremento di potenza rispetto all’anno precedente.

Le considerazioni finali

Se in tema di produzione da FER l’Italia rimane ancora lontana dagli obiettivi 2030 previsti dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, l’ANIE Rinnovabili prova a dare il proprio contributo sul tema.

Così, relativamente alle misure del DL Crescita, l’associazione sottolinea come sia corretta la preoccupazione delle piccole e medie imprese. Queste ultime, infatti, non possono concorrere all’utilizzo dello strumento della cessione del credito (previsto all’art.10 comma 3 ter del decreto), limitando pertanto le installazioni di nuovi impianti per la produzione da FER.

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