Decreto Crescita, fondi per efficientamento energetico e sviluppo sostenibile

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dal 1° maggio è entrato in vigore il cosiddetto Decreto Crescita. Il D.L. 34/2019 contiene misure urgenti in materia di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi. Tra i punti più importanti del provvedimento c’è lo stanziamento di 500 milioni ai Comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile.

I dettagli del Decreto Crescita

Il già richiamato articolo del decreto dispone che, entro venti giorni dalla sua entrata in vigore, un apposito decreto del Ministero dello Sviluppo Economico assegni i contributi previsti in favore dei Comuni. Per l’anno 2019, il limite massimo indicato è di 500 milioni di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) per la realizzazione di progetti relativi a investimenti nel campo dell’efficientamento energetico e dello sviluppo sostenibile.

Il contributo viene attribuito a ciascun Comune sulla base della popolazione residente alla data del 1° gennaio 2018, così come indicato in tabella:

Popolazione residente (abitanti) Contributo
Inferiore o uguale a 5.000 50.000 €
Tra 5.001 e 10.000 70.000 €
Tra 10.001 e 20.000 90.000 €
Tra 20.001 e 50.000 130.000 €
Tra 50.001 e 100.000 170.000 €
Tra 100.001 e 250.000 210.000 €
Oltre i 250.000 250.000 €

Opere interessate dai contributi

Il Decreto Crescita precisa anche quali interventi pubblici possono accedere a tali fondi. Nel dettaglio, vengono assegnati contributi per opere di efficientamento energetico, comprese quelle di efficientamento del’illuminazione pubblica e di risparmio energetico per gli edifici di proprietà pubblica, nonché per interventi di installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Per quanto concerne i finanziamenti destinati a interventi di sviluppo territoriale sostenibile, sono compresi quelli in materia di mobilità sostenibile, di adeguamento e messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento di barriere architettoniche.

Condizioni di accesso

Attraverso queste sovvenzioni, i Comuni possono decidere di finanziare uno o più progetti. Per accedere ai contributi, bisogna tuttavia soddisfare le seguenti condizioni:

  • le opere non devono risultare già destinatarie di fondi pubblici o privati, nazionali, regionali, provinciali o strutturali di investimento europeo;
  • tali interventi devono essere aggiuntivi rispetto a quelli già programmati sulla base di stanziamenti contenuti nel bilancio di previsione dell’anno 2019;
  • l’esecuzione dei lavori deve iniziare entro il 31 ottobre 2019.

Altri provvedimenti del Decreto Crescita

All’interno del Decreto Crescita troviamo anche voci relative a incentivi per la valorizzazione edilizia e al sisma bonus.

Per le prime, l’articolo 7 prevede l’applicazione dell’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna. Tale disposizione si riferisce ai trasferimenti di interi fabbricati, a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla demolizione e ricostruzione degli stessi, conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B, anche con variazione volumetrica e all’alienazione degli stessi.

Riguardo il sisma bonus, nel caso di interventi di riduzione del rischio sismico, la detrazione per le zone classificate a rischio sismico 1 (o l’eventuale cessione del credito d’imposta alle imprese che effettuano i lavori) viene estesa anche per quelle a rischio sismico 2 e 3.

Infine, la disciplina degli incentivi per interventi di efficienza energetica e rischio sismico viene implementata con la possibilità di convertire le detrazioni in uno sconto sul corrispettivo dovuto, per un contributo pari all’ammontare, e anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione.

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