Bollette luce e gas: tariffe in netto calo dal 1° Aprile

L’Autorità per l’Energia ha aggiornato le tariffe per il secondo trimestre 2019. Dopo un anno contraddistinto da costanti aumenti, si registrano prezzi finalmente in discesa all’interno delle bollette luce e gas. Per i clienti del mercato tutelato, infatti, l’energia elettrica risulta scendere dell’8,5% e il gas naturale addirittura del 9,9% rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

Arriva il cambio di rotta

Dal 1° Aprile la spesa complessiva per le bollette luce e gas subirà quindi una variazione al ribasso determinata dal significativo calo dei costi relativi alla materia prima. Per quanto riguarda l’energia elettrica, si segna un abbassamento dei costi per l’approvvigionamento dell’elettricità (-12,2%). Tale riduzione è però in parte compensata dal leggero adeguamento degli oneri generali di sistema (+3,7%), che conduce pertanto a quel -8,5% in bolletta per le famiglie in regime di tutela.

Il calo della spesa per la materia prima giunge in doppia cifra anche nel caso del gas naturale (-10,5%). E, anche qui, a controbilanciare il dato interviene un lieve aumento degli oneri generali (+0,4%) e dei costi relativi al trasporto e gestione del contatore (+0,15%).

Perché le tariffe stanno scendendo

Il 2018, come già visto, aveva rappresentato un annus horribilis per le famiglie italiane, costrette a fare i conti con gli incrementi delle loro bollette luce e gas. Tuttavia, il nuovo aggiornamento dell’Authority inizia a compensare i decisi aumenti degli ultimi quattro trimestri.

Le ragioni di questo calo sono da individuare soprattutto nella contrazione dei prezzi all’ingrosso dell’energia che, nel caso del gas naturale, è anche frutto dell’allineamento al ribasso del mercato asiatico ed europeo. Una circostanza a cui ha contribuito un inverno non troppo rigido, che ha così permesso un contenimento delle quotazioni all’ingrosso.

L’andamento del prezzo del gas acquisisce ancora più rilievo considerando poi quanto sia stretta la connessione che ha in Italia con il costo dell’elettricità. Nel nostro Paese, infatti, oltre il 55% dell’energia elettrica è prodotta da centrali a ciclo combinato, che sono a loro volta alimentate a gas.

A tutto questo, si aggiunge infine l’assestamento del prezzo dei permessi di emissione di CO2, dopo la pesante crescita fatta registrare l’anno passato.

Conti in tasca agli italiani

Le valutazioni dell’Autorità per l’Energia (ARERA) sono riferite alla fruizione di una famiglia tipo, ossia con un consumo medio pari a 2700 kWh annui per l’elettricità e 1400 metri cubi annui per il gas.

Secondo questi calcoli, al 30 giugno 2019 la spesa per l’energia elettrica sarà complessivamente di 565 euro, considerando come riferimento gli ultimi quattro trimestri. Cifra che raggiunge i 1157 euro nel caso del gas naturale.

Tuttavia, resta da ribadire come questi importanti tagli alle bollette luce e gas non consentano di ritornare ancora alle cifre della primavera 2018. Anche in quel trimestre i cali sono stati notevoli (-8% elettricità, -5,7% gas naturale), ma successivamente si è purtroppo evidenziato un netto cambio di tendenza. Da quel momento, infatti, il prezzo dell’energia elettrica è aumentato del 6,6% nel terzo trimestre, del 7,6% nel quarto ed è rimasto stabile nel primo di quest’anno. Quanto al gas naturale, questi ha fatto segnare addirittura tre aumenti di fila (8,2%, 6,1%, 2,3%) nell’arco temporale considerato.

A smorzare gli entusiasmi, arriva inoltre una nota di Adiconsum che sottolinea come il calo delle tariffe sia solo un dato congiunturale. L’associazione di consumatori invita quindi a rendere strutturale la diminuzione, rimodulando il sistema tariffario e trasferendo alcuni dei costi attualmente in bolletta sulla fiscalità generale.

Bonus per disagio fisico: tutto quello che c’è da sapere

Il bonus sociale per disagio fisico è uno sconto all’interno della bolletta elettrica di cui può beneficiare chi si trova in gravi condizioni di salute.

Dopo aver esaminato nel dettaglio il sostegno per disagio economico, questa volta facciamo pertanto luce su un’ulteriore forma di bonus sociale messa a disposizione di chi affronta situazioni di forte difficoltà. Tale bonus per disagio fisico è inoltre cumulabile proprio all’agevolazione che già abbiamo visto per i casi di disagio economico (sia luce che gas).

Chi ha diritto al bonus per disagio fisico

Il bonus può essere ottenuto nei casi in cui una grave malattia costringa all’utilizzo di apparecchiature mediche indispensabili per il mantenimento in vita e alimentate con l’energia elettrica. A disporre di questa compensazione economica sono sia i clienti domestici affetti da grave malattia che quelli presso i quali viva una persona affetta da grave malattia e costretta a utilizzare macchinari elettromedicali salvavita.

Nello specifico, l’elenco di apparecchiature che consentono di accedere al bonus sono state previste nel Decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011. Tale lista include apparecchiature di supporto alla funzione cardio-respiratoria, renale e alimentare, oltre a quelle a supporto delle attività di somministrazione. Infine, rientrano fra gli strumenti salvavita anche mezzi di trasporto e ausili per il sollevamento di disabili, nonché i materassi antidecubito.

Come si richiede il bonus

La domanda va presentata presso il Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica (anche nel caso in cui non sia il malato stesso), utilizzando gli appositi moduli. È inoltre possibile consegnare la domanda anche presso un altro ente designato dal Comune (come CAF e Comunità montane).

  • Documento di identità e codice fiscale del richiedente (oltre che del malato, nel caso non siano la stessa persona);
  • Certificato ASL che attesti la situazione di grave condizione di salute; la necessità di utilizzare le apparecchiature elettromedicali salvavita; il tipo di apparecchiatura adoperata e le ore di impiego giornaliero; l’indirizzo presso il quale è installata.
  • Modulo B per l’ammissione al bonus regolarmente compilato.

Per la corretta presentazione del modulo B è inoltre necessario avere a disposizione alcune informazioni reperibili in bolletta o nel contratto di fornitura. Vanno cioè indicati: la potenza impegnata o disponibile; il codice POD identificativo del punto di consegna dell’energia (composto da un codice alfanumerico che inizia con IT).

Nel caso, infine, che a consegnare la domanda sia un’altra persona, va anche compilato il modulo Allegato D per le deleghe.

Ammontare del bonus per disagio fisico

Il valore del bonus dipende dalla potenza contrattuale, dalle apparecchiature elettromedicali salvavita utilizzate e dal tempo giornaliero di impiego delle stesse.

Gli sconti in bolletta variano annualmente e nel 2019 risultano essere le seguenti:

extra consumo rispetto a utente tipo (2700 kWh/anno) FASCIA MINIMA
(fino a 600 kWh/anno)
FASCIA MEDIA
(tra 600 e 1200 kWh/anno)
FASCIA MASSIMA
(oltre 1200 kWh/anno)
fino a 3 kW 204 € 336 € 486 €
oltre 3 kW (da 4,5 kW in su) 478 € 605 € 732 €

L’assegnazione a uno dei tre livelli viene calcolata dal sistema informatico che gestisce i bonus in base alla certificazione ASL. Tuttavia, se l’ASL non fornisce indicazioni su macchinari adoperati e ore di utilizzo, il sistema assegna automaticamente la fascia minima.

Modalità di riscossione del bonus

L’importo del bonus viene scalato direttamente in bolletta e ripartito nel corso delle fatture corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda. La conferma della sua concessione si ha con un’apposita comunicazione in bolletta. Inoltre, erogazione e valore del bonus per disagio fisico sono riportati nella sezione relativa al totale servizi di rete.

L’assegnazione del bonus continua senza interruzioni, poi, per tutto il periodo di utilizzo delle apparecchiature. Per questo motivo, l’avvenuta cessazione del loro utilizzo va comunicata tempestivamente al proprio venditore di energia elettrica.

Variazioni

Proprio in ragione della continuità di somministrazione del bonus per gravi condizioni di salute e a differenza di quanto accade invece nel caso di agevolazione per disagio economico, non è necessario presentare alcuna domanda di rinnovo. L’erogazione dello sconto, come già precisato, viene infatti interrotta soltanto alla conclusione dell’utilizzo degli apparecchi elettromedicali.

Nell’eventualità, però, che sia necessario installare nuovi macchinari o adoperare per un maggior numero di ore giornaliere quelli già esistenti, occorre presentare nuovamente il modulo B barrando la voce “variazione apparecchiature”. Se all’accettazione della domanda consegue il riconoscimento di un diverso livello di bonus, l’adeguamento economico corrispondente decorre dal momento in cui il cliente presenta la richiesta.

Bonus sociale per disagio economico: chi ne ha diritto e come richiederlo

Nonostante siano ormai trascorsi dieci anni dalla sua istituzione, non tutti sono ancora a conoscenza dell’opportunità di beneficiare di un bonus sociale in bolletta per quanto riguarda la propria fornitura di luce e gas.

Si tratta di uno sconto sulla fattura energetica introdotto dal Governo e reso operativo dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti (ARERA) con la collaborazione dei Comuni. Lo scopo è quello di garantire un risparmio in bolletta ai nuclei familiari numerosi o costretti ad affrontare una condizione di disagio economico.

Il bonus si allarga, poi, anche a chi vive situazioni di disagio fisico, anche se quest’ultima misura è prevista soltanto per la fornitura di energia elettrica.

Chi ha diritto al bonus per disagio economico

Il bonus sociale è destinato a tutti i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura elettrica e che appartengono a un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.107,50 €. Per quanto concerne i nuclei familiari numerosi (ossia con più di tre figli a carico), la soglia per richiedere il bonus si allarga, invece, fino a far rientrare le famiglie con indicatore ISEE non superiore a 20.000 €.

Specificatamente al bonus gas, è inoltre necessario che i richiedenti dispongano di un misuratore di classe non superiore a G6, ossia la classe che delimita le utenze domestiche (tipicamente con contatori di classe G4) e le utenze industriali. L’abbuono viene riconosciuto sia ai clienti che hanno stipulato un contratto di fornitura individuale (i cosiddetti clienti domestici diretti), sia a coloro che utilizzano impianti condominiali (clienti domestici indiretti).

Infine, va precisato che ogni nucleo familiare può richiedere, per disagio economico, sia il bonus sociale per la fornitura elettrica che per quella del gas.

Come richiedere il bonus per disagio economico

La domanda va presentata presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane), utilizzando gli appositi moduli. Proprio i CAF, inoltre, offrono un servizio gratuito per la compilazione e la trasmissione dei modelli ISEE che accertino la situazione economica delle famiglie che intendano richiedere il bonus.

Per presentare la domanda occorrono:

  • Documento di identità;
  • Modulo A compilato (se si richiede un solo bonus, è necessario compilare i riquadri relativi alla sola fornitura per la quale si sta effettuando la domanda);
  • Attestazione ISEE in corso di validità;
  • Allegato CF con i componenti del nucleo ISEE;
  • Allegato FN per il riconoscimento di famiglia numerosa (soltanto nel caso che l’ISEE superi gli 8.107,50 €, ma sia comunque entro i 20.000 €).

Inoltre, nell’eventualità che l’intestatario della fornitura intenda delegare un’altra persona per la presentazione della domanda, è necessario compilare anche l’allegato D per le deleghe.

Riguardo la documentazione da produrre, divergono le informazioni che vanno reperite in bolletta o nel contratto di fornitura.

Nel caso della richiesta di bonus sociale per la fornitura di energia elettrica, bisogna avere a disposizione:

  • Codice POD (un codice alfanumerico che inizia con IT e identifica il punto di consegna dell’energia dal fornitore al cliente finale);
  • La potenza impegnata o disponibile della fornitura.

Quanto alla fornitura gas, è invece necessario fornire il codice PDR (composto da 14 numeri e indica il punto di riconsegna che corrisponde alla posizione del contatore).

Ammontare del bonus per disagio economico

L’importo viene aggiornato annualmente dall’ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).

Per il bonus elettrico, il valore dipende dal numero di componenti della famiglia e nel 2019 le cifre sono le seguenti:

NUCLEO FAMILIARE BONUS ELETTRICO ANNUO
1-2 componenti 132 €
3-4 componenti 161 €
oltre 4 componenti 194 €

 

Invece, le differenze per il bonus gas dipendono dalla categoria d’uso associata alla fornitura, alla zona climatica di appartenenza del punto di fornitura e al numero di componenti della famiglia anagrafica). I valori riportati nella tabella sono relativi all’aggiornamento 2019:

ZONA CLIMATICA
A/B C D E F
FAMIGLIA FINO A 4 COMPONENTI
Acqua calda sanitaria e/o Uso Cottura 37 € 37 € 37 € 37 € 37 €
Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura + Riscaldamento 85 € 106 € 139 € 173 € 217 €
FAMIGLIA OLTRE I 4 COMPONENTI
Acqua calda sanitaria e/o Uso Cottura 57 € 57 € 57 € 57 € 57 €
Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura + Riscaldamento 119 € 154 € 201 € 245 € 314 €

Il calcolo esatto dell’importo nel proprio comune di appartenenza è possibile elaborarlo qui.

Come viene erogato il bonus

Nel caso del bonus elettrico, la concessione viene comunicata all’interno della bolletta e l’importo annuo ripartito nelle diverse fatture corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione dell’istanza.

Quanto al bonus gas, medesima modalità di comunicazione ed erogazione avviene solo per i clienti diretti. Per i clienti indiretti, infatti, viene emesso un bonifico domiciliato stanziato in un’unica soluzione. La data a partire da cui è possibile riscuoterlo presso gli uffici postali è comunicata insieme all’informativa sull’accettazione della domanda.

Rinnovo e variazioni

La durata del riconoscimento del bonus è 12 mesi. Alla conclusione di questo periodo, è necessario rinnovare la richiesta presentando nuovamente la domanda entro la scadenza indicata in un’apposita comunicazione.

Qualora non siano cambiate le condizioni rispetto alla precedente domanda, oltre all’attestazione ISEE valida per il periodo in cui decorre l’agevolazione, va utilizzato il modulo RS di rinnovo semplificato.

Nell’ipotesi in cui, al contrario, si siano determinate delle variazioni, è necessario ripresentare il modulo A con i nuovi dati.

Infine, se avviene un cambio di fornitura durante il periodo in cui è già attivo il bonus, ci sono differenti modalità per continuare a beneficiare del sostegno.

Per il bonus elettrico e nel caso dei clienti diretti per quanto riguarda il bonus gas, bisogna recarsi presso il Comune di residenza presentando il modulo VF di variazione fornitura. Per i clienti indiretti, il cambio va comunicato direttamente al momento della domanda di rinnovo.

Sempre per il bonus gas, il passaggio da cliente diretto a indiretto comporta l’interruzione dell’erogazione e la possibilità di richiedere un nuovo bonus con le modalità già indicate. Considerando l’eventualità opposta, cioè il transito da cliente indiretto a diretto, è necessario invece attendere la fine dei 12 mesi di validità prima di effettuare una nuova domanda.

Tariffe luce e gas: tutti gli aumenti del 2018

Il mese di dicembre è da sempre il periodo nel quale tracciare un bilancio dell’anno che volge al termine. E, da parte dei consumatori, c’è ben poco da essere allegri per quanto riguarda gli aumenti delle tariffe luce e gas.

 

Stangate alle famiglie italiane

Le informazioni fornite dall’ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) per il quarto trimestre del 2018 consentono di fare un raffronto con i medesimi dati del 2017 e il quadro che ne viene fuori ci consegna una situazione piuttosto allarmante sull’andamento dei prezzi di luce e gas.

Le famiglie italiane ancora in regime di mercato tutelato hanno infatti visto lievitare i costi in fattura di oltre il 10 per cento. Si tratta di un incremento dovuto quasi interamente al significativo aumento del prezzo delle materie prime.

Nel corso dell’anno solare, pertanto, le tariffe per i consumatori sono cresciute dell’11,1% per l’energia elettrica e addirittura del 13,7% per il gas.

 

Gli aumenti luce e gas

Per quanto riguarda la bolletta luce, il rialzo è in larga parte determinato dalla spesa per l’approvvigionamento energetico che segna un +33%, passando da 7,675 a 10,205 centesimi di euro per kWh.

Dalle nostre elaborazioni si evidenzia, inoltre, come restino sostanzialmente stabili l’altro dato legato alla materia energetica (spese di commercializzazione al dettaglio: +0,02 c€/kWh) e le imposte (+0,2 c€/kWh).

Addirittura in calo risultano, poi, le voci relative alle spese infrastrutturali. In netto ribasso sono infatti i costi stabiliti dall’Authority per le attività di interesse generale per il sistema (-13,2%). Segno negativo anche per la spesa riguardante il trasporto alle utenze e la gestione dei contatori (-2,2%).

Composizione della bolletta luce – IV trimestre 2018 (Fonte: ARERA)

 

Come già anticipato, poi, ancora più cospicui sono gli aumenti all’interno della bolletta del gas rispetto all’ultimo trimestre 2017.

Le spese di approvvigionamento salgono di 8,47 centesimi di euro per metro cubo, arrivando così a 31,59 c€/m3 (+36,6%), mentre restano pressoché identiche quelle della commercializzazione al dettaglio (+0,5%). Lievi rincari anche in relazione alle imposte e alle spese di trasporto e gestione del contatore (rispettivamente +5,3% e +6,2%). Le spese per oneri di sistema presentano invece una forte contrazione (-10,5%), scendendo a 2,21 c€/m3.

Composizione della bolletta gas – IV trimestre 2018 (Fonte: ARERA)

 

Il dato complessivo

Dalle stime del Codacons calcolate a partire dai dati ARERA, viene fuori che ciascuna famiglia, mediamente, ha speso 93 euro in più rispetto all’anno passato. Al lordo delle tasse, ci sono stati aumenti di 32 euro per la luce e 61 per il gas, per un esborso complessivo di 552 euro per l’energia elettrica e 1096 euro per la bolletta del gas. Queste cifre collocano l’Italia addirittura al quinto posto tra i paesi dell’Unione Europea con le tariffe del gas più care (facendo segnare un +20,8% rispetto alla media europea) e al settimo per quelle della luce.

Aumento medio percentuale Aumento medio per famiglia
ENERGIA ELETTRICA +11,1% 32 €
GAS +13,7% 61 €

Sai leggere la bolletta del gas? Breve guida ai tuoi consumi

Quando riceviamo le bollette relative alle nostre utenze, troppo spesso ci limitiamo a pagare l’importo finale senza controllare cosa realmente stiamo corrispondendo al nostro fornitore.
In tal senso, pesa molto anche una scarsa conoscenza persino di quelli che sono i nostri costi e consumi.
Ecco perché, dopo aver già illustrato come leggere la bolletta dell’energia elettrica, cerchiamo questa volta di fare chiarezza su quella del gas.

Per agevolare l’analisi, possiamo ripartire la nostra fattura in tre aree tematiche: dati del cliente e della fornitura; sintesi degli importi fatturati; comunicazioni.

Dati cliente e dati fornitura

I dati cliente identificano il titolare del contratto e comprendono anche il codice della sua utenza. Inoltre, è presente l’indirizzo di recapito della bolletta, la quale non necessariamente coincide con il luogo fisico in cui viene consegnato il gas.

dati fornitura, invece, contraddistinguono il punto in cui materialmente avviene l’erogazione. Nello specifico, sono dettagliati l’indirizzo di fornitura, il codice PDR (il Punto di Riconsegna che corrisponde alla posizione del contatore) e il codice REMI (relativo al punto di consegna dell’impianto di distribuzione).

Più oscuri possono apparire, però, termini come Coefficiente C e PCS.

Il Coefficiente C serve a convertire e riportare a livelli standard i metri cubi di gas consumati. Fattori climatici e geografici influiscono, infatti, su parametri come temperatura e pressione esterna. Il contatore rileva i consumi originali, ma non può tenere in considerazione queste variabili. Pertanto, lo scopo del Coefficiente C è quello di standardizzare i consumi per applicare al cliente la tariffa su quanto effettivamente utilizza. Il dato rilevato dal contatore viene quindi convertito nell’unità di misura degli standard metri cubi (smc).

Il PCS (Potere Calorifico Superiore) rappresenta, invece, la quantità di energia contenuta in uno standard metro cubo di gas. Quanto più alto è questo parametro, tanto minore è il consumo di gas necessario al cliente per soddisfare il proprio fabbisogno.

Tra le altre voci che possiamo far rientrare in questa area ci sono, poi, quelle relative alla tipologia di contratto e al consumo annuo.

Sintesi degli importi fatturati

Qui troviamo inevitabilmente la parte della bolletta che maggiormente interessa all’utente, il quale può controllare la ripartizione delle varie spese che compongono l’importo totale da pagare. Nello specifico, le voci sempre presenti sono quattro.

La Spesa per la materia gas naturale si riferisce al costo del gas erogato e alle attività di acquisto e commercializzazione da parte del fornitore. Si compone di una quota fissa (legata all’esistenza di un punto di consegna attivo per l’utente, anche in assenza di reale consumo) e una quota variabile da pagare in proporzione al proprio utilizzo.

La Spesa per il trasporto e la gestione del contatore indica i costi relativi al trasporto del gas alle utenze e a quelli per la lettura e la manutenzione dei contatori. Anche in questo caso distinguiamo tra una parte fissa e una variabile legata ai consumi.

La Spesa per oneri di sistema serve a coprire i costi delle attività di interesse generale per il sistema gas ed è stabilita dall’Autorità competente in materia.

La voce Imposte comprende invece l’accisa sul consumo e l’addizionale regionale.

A questi punti va poi aggiunta l’IVA, calcolata sulla somma di tutte le voci presenti in bolletta.

In alcune circostanze, è possibile che siano indicate, inoltre, voci relative a ricalcoli su importi già fatturati, ad altre partite (in cui vengono addebitati o accreditati importi diversi da quelli inclusi nelle altre voci di spesa) e al bonus sociale per chi vive una condizione di disagio economico o fisico.

Comunicazioni al cliente

All’interno della nostra bolletta, il fornitore presenta poi informazioni sui pagamenti e su eventuali rateizzazioni.

Sono disponibili, inoltre, anche una serie di comunicazioni obbligatorie. Rientra in quest’ambito il recapito per contattare il Pronto intervento del distributore locale, necessariamente inserito nella prima pagina della bolletta. Si tratta di un servizio che consente di segnalare tempestivamente guasti, malfunzionamenti o fughe di gas.

L’utente, infine, ha anche a disposizione contatti utili per richiedere informazioni al proprio venditore di gas o per inoltrare reclami.

Fine del mercato tutelato: cosa cambia per i consumatori?

Una nuova data è stata fissata per il passaggio obbligatorio e definitivo al libero mercato dell’energia. Si tratta di una necessità dettata anche dalle scarse informazioni circolanti sull’argomento e dall’impossibilità per il consumatore di operare una scelta chiara e cosciente sulla tariffa di cui intenderà usufruire nel momento in cui andrà definitivamente in soffitta il vecchio Servizio di Maggior Tutela.

Cos’è il Servizio di Maggior Tutela?

È il servizio di cui hanno beneficiato finora le utenze domestiche e alcuni tipi di imprese. Nonostante il progressivo aumento di coloro che hanno già preferito optare per il passaggio al mercato libero, attualmente resta ancora l’asse portante dell’offerta distributiva sul territorio nazionale.
Il Servizio di Maggior Tutela è il regime tariffario stabilito dall’ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), la quale fissa trimestralmente il prezzo dell’energia elettrica in base all’andamento del mercato.

Quali cambiamenti ci sono stati fino a questo momento?

Il Decreto Bersani del 1999 ha avviato il processo di liberalizzazione di tutte le attività inerenti al mercato energetico giunto adesso alla fase conclusiva. Si è trattato del primo passo per consentire al consumatore di poter scegliere la tariffa maggiormente aderente alle proprie esigenze e al proprio fabbisogno energetico.
Finora, le offerte dal mercato libero si sono semplicemente affiancate a quella del mercato tutelato, una coesistenza destinata a prolungarsi fino al 1° luglio 2020. In quella data, verrà reso attuativo il Ddl Concorrenza (divenuto legge l’anno scorso) che prevede la definitiva abolizione del vecchio Servizio di Maggior Tutela e un conseguente ventaglio di nuove opportunità offerte dal nuovo sistema.

Quali differenze ci saranno d’ora in avanti?

Come osservato, la maggior parte delle utenze ha preferito continuare ad avvalersi del regime tariffario proposto dall’Autorità in materia di energia e gas.
I risultati dell’indagine svolta al riguardo da Elettricità Futura (l’associazione delle imprese elettriche italiane) e Master SAFE sono in tal senso molto significativi. Un consumatore su due non è ancora a conoscenza del concetto di mercato libero, sebbene in maggioranza se ne riconosca comunque un beneficio economico. Inoltre, relativamente al cambio di fornitore, una fetta considerevole di intervistati ha palesato un certo timore legato alla scarsa fiducia verso gli operatori energetici. Risultato, questo, derivante anche dalla significativa assenza di conoscenze legate al costo dell’energia e, addirittura, ai propri consumi.

Un vantaggio o uno svantaggio per i consumatori?

Accantonato il vincolo del mercato tutelato, è facile immaginare che la concorrenza tra i vari fornitori possa rendere più dinamica l’offerta energetica presentata agli utenti. Si potranno così strutturare proposte maggiormente delineate sui bisogni di imprese e famiglie e che si traducano in un risparmio tangibile in bolletta.
All’interno di un mercato imprevedibile e poco conosciuto, il supporto di IRE risulta pertanto fondamentale. L’Istituto si è già posto in questi anni come punto di riferimento grazie alle competenze acquisite e messe a disposizione dei propri Associati. I servizi da noi forniti consentono infatti di elaborare un quadro del reale fabbisogno energetico delle aziende e di individuare soluzioni più convenienti per ogni specifica esigenza.

Le bollette elettriche dei morosi, chi dovrà pagarle?

Chi paga i debiti accumulati dai morosi in merito al consumo di energia elettrica? Stando ad una notizia diffusa da febbraio 2018 in rete, sono proprio gli onesti cittadini che pagano le bollette con regolarità a dover ripianare le bollette elettriche dei morosi!
E non si tratta affatto di una bufala!

Arera, recuperare gli oneri generali di sistema

Infatti, con la delibera numero 50 dello scorso 1° febbraio di Arera, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, ha stabilito che il buco creato dagli evasori dovrà essere ripianato dai contribuenti.
Come? Con delle gabelle che insisteranno sul prezzo finale delle bollette della luce.
Ma quant’è il valore da saldare? Per ora è impossibile dare una cifra esatta: le morosità complessive rivendicate dalle società elettriche ammontano a cifre superiori al miliardo di euro, ma per ora questa delibera punta a recuperare una prima fetta di circa 200 milioni di euro.
C’è da precisare inoltre che nelle bollette non troveremo l’intero conto in sospeso di questi morosi, ma una parte specifica, ovvero solo gli oneri generali di sistema e solo quelli delle aziende che non hanno coperto il buco lasciato dai clienti insolventi.

Gli oneri di sistema sono una voce di costo che copre tutte le spese che servono per mantenere in equilibrio il servizio elettrico (e del gas) e comprende, tra gli altri, anche l’importo pagato da ogni singolo consumatore per finanziare la produzione di energia da fonti rinnovabili. La percentuale sulla spesa di questi oneri è molto aumentata negli ultimi 10 anni fino ad arrivare in certi periodi al 25% della spesa totale e ad attestarsi ad oggi (aggiornamento trimestrale dell’ARERA) al 19,65%.

Oneri di sistema nella bollleta elettrica

Fino a oggi, gli oneri generali di sistema delle bollette dell’energia elettrica rimaste inevase erano coperti dalle imprese di vendita: a loro insomma toccava l’onere di saldare allo Stato mettendoci la parte mancante, quella inerente le bollette elettriche dei morosi. Con la delibera 50/2018/R/EEL, l’Arera ha cambiato le regole del gioco: i soldi dovranno essere recuperati da chi paga regolarmente allo scopo di evitare altri fallimenti. Sono numerose, infatti, le società attive nel mercato libero dell’energia che in questi ultimi anni hanno chiuso i battenti anche per colpa degli evasori e il Garante vuole evitare altre chiusure.

Quanto saremo chiamati a pagare?

Come ha precisato la stessa Arera, la delibera prevede che solo una parte limitata di questi oneri di sistema già versati dai distributori, ma non più recuperabili in altro modo, siano ammessi al meccanismo di recupero. Chiarito che gli utenti in regola non saranno obbligati a pagare tutto l’importo ma saranno chiamati a contribuire per quota sui 200 milioni, si registrano comunque i malumori delle associazioni a tutela del consumatori. Federconsumatori parla di «disegno improponibile» che «assume i tratti di un ennesimo regalo alle aziende elettriche, che già hanno beneficiato della futura abolizione del mercato tutelato». Per l’Unione Nazionale dei Consumatori si tratta di «un sopruso e un incentivo per i furbetti».

Ma da quando inizieremo a pagare i costi legati alle bollette elettriche dei morosi? Stando ad alcune precisazioni delle associazioni a tutela del consumatori, si inizierà a pagare da Luglio 2018.
Risulta falsa (fake news) la notizia quindi che gli aumenti in bolletta causati da questo provvedimento sono già attivi. E non è questa l’unica fake news news circolata in rete e su Whatsapp: in una notizia risultata poi falsa si parlava infatti di 30-35 euro di rincaro in bolletta, mentre in realtà non è stato affatto chiarito quanto si dovrà pagare per ripianare questo enorme buco.

Resta quindi da seguire con attenzione questa vicenda, tipicamente italiana, che potrebbe portare a breve ad un ulteriore rincaro della bolletta elettrica!

“Bolletta Enel”, impariamo a leggerla! Per utenti domestici

Anche tu quando ricevi la bolletta dell’energia elettrica, quella che tutti chiamiamo “bolletta Enel” o “bolletta della luce” ti limiti a guardare il totale da pagare? È molto probabile, in quanto le altre voci possono risultare davvero difficili da comprendere. Tuttavia per scegliere consapevolmente il proprio fornitore, occorre capire cosa stiamo pagando.

Vediamo, allora, come leggere la “bolletta Enel”.

La prima cosa importante è capire in quale mercato si è serviti. Nella prima pagina della bolletta  possono esserci scritte due cose:

  • Servizio di maggior tutela
  • Mercato libero

Il Servizio di Maggior Tutela è il regime tariffario stabilito dall’ARERA, infatti in questo tipo di mercato le condizioni economiche e contrattuali sono stabilite proprio dall’ARERA, che aggiorna i prezzi delle materie prime ogni tre mesi in base alle oscillazioni sul mercato. Attualmente il Servizio di Maggior Tutela, detto anche Mercato Tutelato, coesiste con il mercato libero dell’energia, dove molti operatori propongono offerte e tariffe alternative.

È utile sapere che il servizio tutelato sarà abolito nel Luglio 2019 a conclusione del processo di liberalizzazione del mercato energetico. Se sei dunque nel mercato di maggior tutela, devi tenere sotto controllo questa scadenza!

I dati di fornitura ed i dati cliente

Passiamo ai dati di fornitura riportati nella bolletta della luce. Vengono riportati in tutte le bollette:

  • l’indirizzo presso il quale arriva la corrente elettrica (che può essere diverso dall’indirizzo di recapito presso il quale ricevi le bollette);
  • il tipo di tariffa pattuito tra fornitore ed utente (ad esempio D2 bioraria); tranne per il mercato tutelato
  • la tipologia del cliente (domestico residente o non residente o usi diversi da quelli abitativi);
  • la tensione di fornitura;
  • la data di attivazione del contratto;
  • la tipologia di contatore
  • la potenza contrattualmente impegnata e quella disponibile;
  • la tipologia di pagamento che hai scelto;

Per quel che riguarda il contatore ci sono tre opzioni:

  • contatore elettronico gestito per fasce (EF),
  • elettronico gestito monorario (EM)
  • tradizionale (T).

Subito dopo, vengono riportati i dati relativi all’utente: il numero di cliente, il codice Pod che identifica il contatore di fornitura ed il codice fiscale del cliente.

bolletta enel

Le voci di spesa

Veniamo al dato che più ci interessa comprendere: il totale da pagare. Il totale da pagare, riportato subito dopo i dati dell’utente è accompagnato da altri dati importanti relativi alla “bolletta Enel” (dati bolletta): il periodo di fatturazione, la data di scadenza della fattura, il numero di fattura e la data di emissione. Come mai il totale da pagare viene dettagliato in diverse (5) voci di spesa? Il totale da pagare, ovvero il riepilogo dei costi voce per voce è riportato in tutte le fatture secondo uno schema definito dall’Autorità. Il totale bolletta è dato dalla somma di:

  • spesa per la materia energia,
  • spesa per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore,
  • spesa oneri di sistema e
  • totale imposte e IVA.

In alcuni casi sono presenti anche altre voci: bonus sociale, ricalcoli e altre partite (ovvero importi). Nella sezione “dettaglio fiscale” della bolletta viene riportato il trattamento fiscale, ai fini IVA, dei diversi importi precedentemente elencati. Nell bollette ad uso residenziale, viene incluso anche il canone Rai (90 euro/anno, 9 euro per dieci mesi gennaio-ottobre), sul quale non viene calcolata l’Iva.

Quale è solitamente la parte più onerosa della bolletta? Sicuramente la spesa per la materia energia che è anche quella che può variare di più in base al fornitore e alle tariffe applicate. Ecco un esempio di suddivisione di costi di una “bolletta Enel” di 122,23 euro (in assenza di Canone RAI):

  • 46,84 euro di spesa per la materia energia;
  • 23,73 euro di spesa per trasporto e gestione del contatore;
  • 31,23 euro di spesa per oneri di sistema;
  • 20,43 euro di imposte e Iva, di cui: 9,32 euro di accisa;
  • 11,11 euro di Iva.

La seconda pagina della bolletta del Servizio Elettrico Nazionale (ovvero ENEL) contiene il dettaglio dei consumi fatturati e delle letture. Nella prima parte vengono riportati: il consumo annuo, il consumo stimato, il consumo rilevato ed il consumo fatturato.
Sotto il dettaglio dei consumi, si trova il dettaglio delle letture rilevate o stimate. Chi possiede un contatore elettronico gestito per fasce (il contatore EF) vedrà la distinzione in fasce orarie ovvero in periodi di tempo ai quali corrispondono diversi prezzi dell’energia.

Sono suddivise in:

  • Fascia F1: da lunedì a venerdì, dalle 8.00 alle 19.00, escluse le festività nazionali.
  • Fascia F2: da lunedì a venerdì, dalle 7.00 alle 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00, escluse le festività nazionali; sabato, dalle 7.00 alle 23.00, escluse le festività nazionali.
  • Fascia F3: da lunedì a sabato, dalle 00.00 alle 7.00 e dalle 23.00 alle 24.00; domenica e festivi, tutte le ore della giornata.

Lo sai che puoi chiedere il dettaglio delle tue fatture?

Infine se ti sei mai chiesto: Ma quanto spendo mediamente in 1 anno? L’ultima sezione centrale della “bolletta Enel”, ovvero l’andamento consumi negli ultimi 12 mesi, contiene la risposta a questa domanda! Si tratta di un grafico che ti indica l’andamento in tutto l’anno del tuo consumo rilevato, suddiviso per fasce F1, F2, F3 e riporta anche la media annua del tuo consumo espresso in kWh.

Stai spendendo più di quanto avessi calcolato? Non riesci a tenere sotto controllo la bolletta? Contatta un Energy Manager che partendo dai dati riportati in bolletta, potrà offrirti diverse soluzioni di acquisto “intelligenti” dell’energia elettrica.